Il taglio del bosco: intervista a Stefano e Francesco

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Ci troviamo in un bosco di querce faggi e castagni nelle vicinanze di Preggio per assistere al taglio di alcuni alberi destinati alla produzione di legna da ardere.

L’utilizzo di questo materiale sia per il riscaldamento che per cucinare è ancora oggi il più economico, soprattutto per la popolazione residente in zone montane, dove sono presenti numerose zone boschive.
Per questa operazione, il proprietario del bosco ha chiamato due boscaioli professionisti, ai quali, in un momento di pausa, abbiamo chiesto maggiori informazioni e dettagli.

Sono Stefano Rispettosi e Francesco Marconi, entrambi di Preggio.

Perché si taglia il bosco?
Francesco: Occorre tagliare il bosco seguendo le regole dettate dalla natura in modo da permettere una corretta riproduzione delle piante stesse. E non possiamo abbandonare il bosco senza questa pratica perché altrimenti si rischierebbe di far seccare le piante con la conseguenza di non garantire un prodotto competitivo ed in particolare avremo la possibilità che il terreno non sostenuto più dalle radici, sia soggetto a franamenti.

Quali sono le regole per decidere quale pianta tagliare e ogni quanto tempo si può tagliare un bosco?
Francesco: Intanto bisogna lasciare 90 piante per ettaro di bosco tagliato, il che equivale a circa una pianta ogni 25 30 metri. Poi bisogna considerare che la vita di una pianta è di circa 60 anni e si divide in tre questo tempo: si avranno piante di 15-20 anni, 30-40 e 45-60 anni. Cioè turni di taglio, che in gergo si chiama ‘sterzo’, uno ogni 15-20 anni.
Ora rivolgiamo una domanda a Stefano.

Cosa occorre per diventare boscaiolo e quali sono le attrezzature?
Stefano: Io, ad esempio, sono iscritto alla categoria degli artigiani ed ho conseguito il patentino per l’uso della motosega dalla Comunità Montana. Ogni 5 anni questo patentino deve essere rinnovato. Le attrezzature in dotazione sono i guanti, pantaloni e scarpe tutte antitaglio oltre che al casco completo di visiera cuffie e mascherina protettiva.

Ringraziamo Stefano e Francesco per questa breve ma chiara spiegazione ed auguriamo loro un buon proseguimento di lavoro.

A questo punto, ad alberi a terra, si procede al taglio dei tronchi e dei rami, nella lunghezza di circa un metro, per poi accatastarli e ripulire il terreno dai piccoli rami che potranno essere utilizzati come fascine.
Con estrema maestria e sicurezza i due nostri amici boscaioli si destreggiano in queste operazioni come se fossero dei spadaccini provetti.

A lavoro finito, i nostri due amici ripartono dal bosco che li ha visti protagonisti. Bosco dove potranno ritornare solo tra circa 15 anni, dopo che la natura ha fatto di nuovo il suo corso.
Dal loro volto non traspare minimamente la fatica ma anzi la soddisfazione e l’orgoglio di aver effettuato come sempre un ottimo lavoro.

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