Franky, un film girato a Preggio [VIDEO]

Il protagonista Franky è un giovane antieroe romantico, che cerca la sua strada in una società in crisi di valori. A questa sua confusione fa da sfondo una bellissima natura Umbra, immutabile e “sorda” ai drammi umani.

Non tutti sanno, compreso me, come nasce un film. Ci vuoi spiegare questa cosa?
Un film nasce innanzitutto da un’ idea, cioè dalla voglia di raccontare una storia.
L’idea viene sviluppata e diventa una sceneggiatura.
A questo punto la prima fase è quella della pre-produzione, ovvero si comincia a pianificare e a scegliere tutti gli elementi che saranno in scena: attori, location, ambienti e persino atmosfere. Si sceglie la troupe, si definiscono i tempi e tutto quello che servirà per preparare le scene (costumi trucchi, effetti speciali etc…).
Quindi inizia la fase di produzione, nella quale si fanno le riprese, e si prova a fare il meglio possibile, in questa fase il fattore tempo diventa importantissimo.
L’ultima fase è la post-produzione, nella quale si comincia con il montaggio video,poi si scelgono le musiche, si scrivono i titoli… e si cerca di confezionare il film il meglio possibile.

Abbiamo scelto Preggio perchè é un posto di incredibile bellezza e, dunque, perfetto per ambientare i “piccoli drammi” dei protagonisti e dar loro una dimensione poetica.

Come nasce il film Franky?  E la trama?
Il “progetto Franky” nasce ovviamente dalla voglia di raccontare una storia ambientata in Umbria. Il protagonista Franky è un giovane antieroe romantico, che cerca la sua strada in una società in crisi di valori. A questa sua confusione fa da sfondo una bellissima natura Umbra, immutabile e “sorda” ai drammi umani.

Perchè Preggio? L’ambientazione a Preggio ha dato problemi?
Abbiamo scelto Preggio perchè é un posto di incredibile bellezza e, dunque, perfetto per ambientare i “piccoli drammi” dei protagonisti e dar loro una dimensione poetica.
Girare a Preggio è stato fantastico, non solo non ci sono stati problemi, ma tutti ci hanno aiutato a superare qualsiasi inconveniente si sia presentato e a dare il massimo aiuto al film.
Devo confessare che è rimasto nel cuore di tutti!

Colgo l’occasione di quest’articolo per ringraziare, a nome mio, della Baburka Production, degli attori e di tutti i membri della troupe, tutti gli abitanti di Preggio per il fantastico soggiorno e la simpatia con cui siamo stati accolti!
Il Cinema Metropolis di Umbertide, il Comune di Umbertide e tutti coloro che con grande generosità ci hanno aiutato a fare il film.

Joel F. Anitori

Preggio News Ottobre 2014

E’ uscito il nuovo numero di Preggio News Magazine, potete leggerlo online oppure scaricarlo sul vostro computer: Preggio News - Ottobre 2014 (431 download) .

Laboratorio del Giocattolo Povero

Parafrasando possiamo dire che oggi 29 Aprile 2014 a Preggio “è il primo giorno di scuola”.
In effetti si sono riaperte le porte della ex scuola, ormai chiusa da due anni, sono giunti i bambini della Primaria di Lisciano Niccone, per realizzare un giocattolo povero.

PRIMA VISITA DELLA PRIMARIA DI LISCIANO NICCONE AL LABORATORIO DEL GIOCATTOLO POVERO A PREGGIO.

Parafrasando possiamo dire che oggi 29 Aprile 2014 a Preggio “è il primo giorno di scuola”.
In effetti si sono riaperte le porte della ex scuola, ormai chiusa da due anni, sono giunti i bambini della Primaria di Lisciano Niccone, per realizzare un giocattolo povero.
Una iniziativa della Proloco di Preggio condivisa con il Comune di Umbertide ed il Secondo Circolo Scolastico di Umbertide per l’anno scolastico in corso alla quale molte classi hanno aderito e stanno partecipando con entusiasmo.
Sono stati esposti ed illustrati piccoli giocattoli di un tempo realizzati con i materiali semplici reperiti sul posto. Le stesse persone del paese si sono prodigate a costruirli come avevano fatto da bambini e tutto questo materiale, come pure (in parte) quello realizzato dai partecipanti all’attività di laboratorio, verrà inserito in un piccolo museo del giocattolo povero visitabile a tutti presso i locali della ex scuola.
In questa prima giornata i bambini hanno partecipato alla realizzazione di piccoli fischietti in argilla sotto la guida di esperti maestri: Luigi Fosca, Alberto Bufali e Antonio Valentini. I lavori, una volta cotti, saranno decorati dai stessi bambini della scuola ospite.
Ci auguriamo che questa iniziativa possa continuare anche nei prossimi anni e possa coinvolgere sempre di più bambini e ragazzi e magari anche adulti che, con la semplice manipolazione, riescano a sviluppare la propria creatività e fantasia stando a contatto con i luoghi, le persone, insieme ai profumi ed i colori che solo la natura di questi luoghi sa regalare.

Il taglio del bosco: intervista a Stefano e Francesco

Ci troviamo in un bosco di querce faggi e castagni nelle vicinanze di Preggio per assistere al taglio di alcuni alberi destinati alla produzione di legna da ardere.

L’utilizzo di questo materiale sia per il riscaldamento che per cucinare è ancora oggi il più economico, soprattutto per la popolazione residente in zone montane, dove sono presenti numerose zone boschive.
Per questa operazione, il proprietario del bosco ha chiamato due boscaioli professionisti, ai quali, in un momento di pausa, abbiamo chiesto maggiori informazioni e dettagli.

Sono Stefano Rispettosi e Francesco Marconi, entrambi di Preggio.

Perché si taglia il bosco?
Francesco: Occorre tagliare il bosco seguendo le regole dettate dalla natura in modo da permettere una corretta riproduzione delle piante stesse. E non possiamo abbandonare il bosco senza questa pratica perché altrimenti si rischierebbe di far seccare le piante con la conseguenza di non garantire un prodotto competitivo ed in particolare avremo la possibilità che il terreno non sostenuto più dalle radici, sia soggetto a franamenti.

Quali sono le regole per decidere quale pianta tagliare e ogni quanto tempo si può tagliare un bosco?
Francesco: Intanto bisogna lasciare 90 piante per ettaro di bosco tagliato, il che equivale a circa una pianta ogni 25 30 metri. Poi bisogna considerare che la vita di una pianta è di circa 60 anni e si divide in tre questo tempo: si avranno piante di 15-20 anni, 30-40 e 45-60 anni. Cioè turni di taglio, che in gergo si chiama ‘sterzo’, uno ogni 15-20 anni.
Ora rivolgiamo una domanda a Stefano.

Cosa occorre per diventare boscaiolo e quali sono le attrezzature?
Stefano: Io, ad esempio, sono iscritto alla categoria degli artigiani ed ho conseguito il patentino per l’uso della motosega dalla Comunità Montana. Ogni 5 anni questo patentino deve essere rinnovato. Le attrezzature in dotazione sono i guanti, pantaloni e scarpe tutte antitaglio oltre che al casco completo di visiera cuffie e mascherina protettiva.

Ringraziamo Stefano e Francesco per questa breve ma chiara spiegazione ed auguriamo loro un buon proseguimento di lavoro.

A questo punto, ad alberi a terra, si procede al taglio dei tronchi e dei rami, nella lunghezza di circa un metro, per poi accatastarli e ripulire il terreno dai piccoli rami che potranno essere utilizzati come fascine.
Con estrema maestria e sicurezza i due nostri amici boscaioli si destreggiano in queste operazioni come se fossero dei spadaccini provetti.

A lavoro finito, i nostri due amici ripartono dal bosco che li ha visti protagonisti. Bosco dove potranno ritornare solo tra circa 15 anni, dopo che la natura ha fatto di nuovo il suo corso.
Dal loro volto non traspare minimamente la fatica ma anzi la soddisfazione e l’orgoglio di aver effettuato come sempre un ottimo lavoro.