venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 Luglio 2011

la Iª Edizione di

“PREGGIO NEL TEMPO”

festa degli antichi giochi e degli antichi sapori

 

TIRATE FUORI IL VESTITO DELLA FESTA
VI ASPETTIAMO TUTTI IN PIAZZA A PREGGIO!

Sono tante le sagre e le feste popolari che in questi mesi estivi si rincorrono una dietro l’altra nella nostra regione; è quasi una gara a dare e mostrare il meglio delle proprie ricchezze enogastronomiche, naturalistiche, artigianali e produttive. Il caratteristico borgo di Preggio, nei giorni 8, 9 e 10 luglio 2011, non sarà da meno!

Tutti sono invitati a mettere il vestito della festa, come si faceva una volta per le grandi occasioni e a raggiungere il bel paesello dove la Pro Loco Preggio, ad appena una anno dalla sua costituzione, ha organizzato un nuovo evento dal titolo “Preggio nel tempo: festa degli antichi giochi e degli antichi sapori”.

Preggio vanta una notevole tradizione legata, in qualche modo, alla sua condizione di borgo agricolo dove la stretta connessione tra il duro lavoro dei campi, coi suoi tempi scanditi dall’incedere delle stagioni e dai riti propri di una civiltà agreste, i cui segni sono ancora visibili nelle consolanti linee di un paesaggio sobriamente conservato o nei gesti e nelle espressioni gergali della gente del posto, rappresenta qualcosa di più di un autentico collante ideale.
Si diceva dei riti di un mondo contadino, ancora presenti e vissuti dagli abitanti di questa terra; si  tratta – in verità – per lo più, di vere e proprie rivisitazioni di antiche usanze e di ripercorrere la strada della memoria di questo luogo, frugandone situazioni e momenti di cui si possa arricchire l’oscuro fascino e la segreta potenza della nostra stessa identità.

Qualcuno ha scritto qualche tempo fa che un popolo privo di memoria non può avere futuro!!
Ebbene, questo duro, faticoso, eccitante percorso a ritroso nel passato della nostra terra e della nostra gente esprime forse l’ultimo anelito di conservare i caratteri originali del nostro microcosmo, quella voglia discreta e unica di recuperare in qualche modo la più genuina “particolarità”, come spesso capita a noi umbri.
In questa laboriosa ricerca, non sempre priva di errori e sorprese, uno dei motivi più esaltanti di coinvolgimento di larga parte della popolazione locale sta nel riprendere forme, giochi e sapori tradizionali legati – per l’appunto – alle scansioni, non solo temporali, in cui si divideva l’esistenza delle generazioni precedenti.

La festa paesana che troverete recandovi a Preggio l’8, il 9 e il 10 luglio sta in questo, con la presunzione di non volersi chiamare sagra, in un contesto profondamente legato all’amore verso la memoria della nostra terra e della sua gente, dove appare persino ovvio che possano sopravvivere manifestazioni legate alla esaltazione dei valori più autentici della tradizione umbro preggese.

Motivo caratterizzante di “Preggio nel tempo: festa degli antichi giochi e degli antichi sapori”, alla sua prima edizione, oltre alla buona cucina, preparata dalle donne del paese, sono i giochi per grandi e bambini, quelli di un tempo, quelli che tanti giovani oggi non conoscono più o non hanno, persino, mai conosciuto!! Ruzzolone in salita, costamuro, gimcana col cerchio della bicicletta, pipporitto, totolo, briscola… giochi da scoprire per molti, per rinverdire la memoria per altri… e, ancora, il teatro dialettale, il ballo in piazza e lo spettacolo, meraviglioso, dei Falconieri del Re che faranno volare sopra i tetti del paese esemplari bellissimi di falchi e altri regali rapaci.

Questi momenti di convivialità aperta rappresentano forse uno dei più felici tentativi di  rivisitazione della identità di un popolo, molto sentiti dalla gente del posto e dotati di un indubbio fascino anche per gli occasionali visitatori di queste feste.
Nei tre giorni saranno uniti due settori: il mercato dei prodotti della campagna (prodotti biologici, formaggi, salumi, degustazioni di ricette tipiche, ecc.) e quello delle tradizioni del territorio (arti, mestieri di un tempo, giochi e folclore). La festa è finalizzata alla promozione del territorio, alla valorizzazione delle risorse agricole e rurali, al recupero e mantenimento delle tradizioni legate alla identità culturale della popolazione locale, con particolare riferimento al turismo eno-gastronomico.

Preggio offrirà al visitatore non solo buona cucina ma anche la splendida occasione di visitare uno dei borghi più belli d’Italia per un appuntamento d’eccezione che, si auspica, nella sua genuinità, possa diventare privilegio di molti, italiani e stranieri!
Un passeggiata nell’antico borgo apre a scorci di grande suggestione, degni di uno sfondo del Perugino, che fanno capolino tra una casa e l’altra.
Paesaggi umani inconfondibili in un’area incontaminata di grande interesse naturalistico ed archeologico.
Preggio, oggi meta di tanti cittadini stranieri che lo hanno scelto come residenza elettiva per ritemprare lo spirito e la carne, è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per il suo patrimonio artistico, lo splendido paesaggio e le molteplici iniziative culturali, frutto di un impegno corale appoggiato anche dal Comune di Umbertide che non ha mai fatto mancare il suo pieno sostegno.

Preggio è un luogo di incanto dove profumi, sapori e colori si mescolano per restituire una atmosfera unica. E’ così che le iniziative organizzate a Preggio, poche e di qualità, ricevono solitamente grande apprezzamento con conseguenti ricadute positive sui sistemi produttivi locali (aziende agrarie e agriturismi, ristoranti e piccole botteghe) che si trovano ad operare all’interno di una zona montana svantaggiata stimolando, in tal modo, prospettive di crescita e di integrazione con il tessuto economico regionale.

La festa “Preggio nel tempo: festa degli antichi giochi e degli antichi sapori”, che precede di pochi giorni l’avvio del ben noto “Preggio Music Festival”, vuole essere, pertanto, un piccolo contributo della locale Proloco al potenziamento del proprio territorio, sia a fini turistici che di valorizzazione dei prodotti e dei servizi tipici locali, per contribuire, com’è nella sua mission, all’apertura e al rafforzamento produttivo del sistema economico locale verso l’esterno.

Preggio ha tradizioni antichissime da tramandare, una storia ricca di fascino e leggende: dagli etruschi, di cui rimangono ancora oggi testimonianze archeologiche importanti, ai passaggi dei Cavalieri templari, dai frati francescani che dai loro pellegrinaggi in Terra Santa riportarono al bellissimo borgo una spina che, si narra, sia una delle spine della corona di Gesù Cristo, ancora oggi conservata e venerata nella Chiesa della SS. Trinità di Preggio.

“… Il frate era entrato per pregare nella chiesa francescana di Preggio ed aveva con se la Sacra Spina. Quando stava per uscire, narrano le cronache popolari, “si trovò la vista siffattamente oscurata come fosse divenuto cieco; ma che poi sentendosi ispirato a posare sopra l’altare la detta sacra spina, dopo avere ciò fatto, riacquistò completamente la vista, e da ciò intese essere volere del Cielo che un tale dono fosse affidato a questo popolo”.

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