Ho pensato al mio viaggio in Umbria per diversi mesi, soprattutto con l’intenzione di fare visita a mia cugina Anna e a suo marito Tim, che abitano in una meravigliosa casa di pietra in collina, non lontano dalla bella Valle del Niccone. Sarei rimasta da loro dal giovedì al lunedì successivo.
Così finalmente a casa di Anna e Tim—che sono tra gli sponsor del festival—abbiamo avuto i biglietti per “Così fan tutte” di W.A. Mozart, allestito a Preggio, una delle più incantevoli cittadine medievali dell’Umbria, in occasione del Festival di Musica 2008.
Il Preggio Music Festival ha luogo a Preggio da diversi anni, esattamente dal 1982, ma solo di recente il programma è stato arricchito da una produzione operistisca, cosa che meriterebbe ben più di una semplice menzione. L’allestimento dell’opera nella parrocchia della Chiesa di San Francesco, costruita nel 1223 in cima al paese, è avvenuto in uno spazio scenico e in un luogo tra i più pittoreschi che uno spettatore d’ opera possa incontrare: lo sguardo spazia sopra le catene delle colline, abbracciando anche lontananze toscane. La vista è così ampia da togliere il respiro.
Il palcoscenico è stato costruito a ridosso del muro esterno della chiesa, circondato da un cortile cinto da mura. In caso di maltempo lo spettacolo si sarebbe tenuto dentro la Chiesa, ma siamo stati fortunati e, nonostante il vento fresco, il pubblico ha assistito indisturbato allo spettacolo.
Si dice che la prima impressione resti la più vivida, ed è certamente il mio caso, quando ho visto il set per la prima volta: bello il palco, ben costruito e dipinto da John Littlewood. In esso era rappresentato il lussuoso salone di una grande villa, con l’adiacente giardino. Il sapiente uso di trompe l’oeil ha enfatizzato la percezione dello spazio da parte dello spettatore, e i colori della scena si sono felicemente combinati con quelli dei costumi.
Il palcoscenico è stato allestito in modo tale da facilitare al massimo il cambio di scena e il lavoro degli assistenti di palco, che si sono mossi efficientemente e silenziosamente, senza distrarre l’attenzione del pubblico dall’opera. Alcuni rapidi cambi di costume e di scena sono stati possibili grazie alla armoniosa collaborazione di tutta la compagnia nel suo insieme.
L’opera è stata presentata da un narratore, Lamberto Losani, e da una piccola nipotina ascoltatrice, i quali hanno garbatamente introdotto il pubblico all’ascolto e alla visione di una storia molto speciale. Ed infatti le aspettative degli spettatori non sono andate deluse: il canto è stato di una qualità eccezionale, e veramente gratificante per un’assidua frequentatrice di Glyndebourne come me! Meritano una menzione speciale Despina, cantata così mirabilmente da Chiara Giudice, e il timbro sonoro ed amabile di Giulio Boschetti-Guglielmo. La Fiordaligi di Lee Bisset è stata incredibilmente spontanea e lirica, per non parlare di Dorabella, interpretata magistralmente da Marcella Ventura. Così come superba è stata l’interpretazione di Oliviero Giorgiutti-Don Alfonso e di Daniele Gaspari-Ferrando.
I cantanti sono stati accompagnati brillantemente da Rosalind Hall e da Francesco Bastianoni, parroco di Preggio e direttore del festival, i quali hanno eroicamente impedito al vento di scompaginare gli spartiti! Insomma, è stata un’esperienza speciale e intima, un’ opera meravigliosa.
Grazie ancora a tutti coloro che hanno ideato e reso possibile questo spettacolo. Ho trascorso una serata indimenticabile, arrivederci a Preggio, all’opera dell’ anno prossimo, non mancherò!
Cara Veronica,
solo qualche parola di elogio per te e per la compagnia che ha reso possibile il successo dell’opera quest’anno. A mio avviso ci sono stati diversi miglioramenti rispetto allo spettacolo cui ho assistito l’anno scorso e durante il quale due di noi si sono fatti male, uno è caduto perchè la sedia si è rotta, e tutti quanti abbiamo avuto di fronte, durante lo spettacolo, il tronco di un grande albero! Illuminazione e grafica avevano qualche pecca e non hanno giovato ad una migliore fruizione dello spettacolo da parte del pubblico.
Quest’anno il nuovo arrangiamento del palcoscenico e della platea ha felicemente soddisfatto tutti. Il luogo sembrava molto piu’ curato e in ordine, con l’erba tagliata e pochi insetti molesti intorno! I gabinetti erano piu’ puliti, l’entrata più agevole, perfino il ristorante ha anticipato il servizio per consentire ai clienti di arrivare puntuali all’inizio dell’opera. Mi sembra perciò di
poter affermare che la produzione di quest’ anno ha riscosso maggior successo, con un canto eccellente, e un ispirato accompagnamento musicale, con pianoforte e continuo.
La qualità dell’illuminazione, della scenografia e dei costumi è stata di buon livello, ottima anche quella della direzione musicale.
Un elogio particolare va quindi al regista, al direttore musicale, all’ amministratore, al direttore del festival, per tutto il lungo e non sempre facile lavoro che deve essere stato necessario per la messa in opera del “Così fan tutte”.
I miei complimenti a tutti voi, grazie ancora da uno spetattatore e un osservatore “non addetto ai lavori”!
Cara Veronica,
questa è per dirti che tutti noi abbiamo trascorso una serata speciale, e che ci andremo ad aggiungere al numero degli ammiratori e dei sostenitori del Festival!
L’intera esperienza, il viaggio per arrivare a Preggio, le vedute del Trasimeno alla luce del tramonto, il pic-nic con vista, infine l’opera, eccellente, con una luna piena in eclisse parziale. Un evento speciale e magico.
Posso senz’altro immaginare quanto lavoro sia necessario dietro le quinte, dovete sentirvi esausti ma anche contenti e intimamente soddisfatti per un lavoro così ben fatto… .
Grazie a tutti voi,
Cari tutti,
è stata la mia seconda volta con l’opera a Preggio. Cercherò di non sostare troppo su commenti entusiastici, perchè immagino che ne abbiate già ricevuti tanti e non farei che ripeterli. Solo una considerazione: in tempi difficili e confusi come i nostri l’arte e la cultura classica costituiscono un buon rifugio, un esempio e una fonte d’ispirazione. La bellezza, intesa come composizione armoniosa ed equilibrata di elementi, nutre ed eleva l’uomo e lo nobilità.
Grazie a tutti voi, che avete lavorato e reso piu’familiare al vasto pubblico presente a Preggio, il grande Wolfgang Amedeo e il suo librettista Da Ponte, i quali sapientemente hanno saputo fondere, in parole e musica, la leggerezza e la profondità, i buoni sentimenti con i dolci piaceri della vita. Ed è questa l’arte che noi moderni non conosciamo più. Grazie ancora!
Ho pensato al mio viaggio in Umbria per diversi mesi, soprattutto con l’intenzione di fare visita a mia cugina Anna e a suo marito Tim, che abitano in una meravigliosa casa di pietra in collina, non lontano dalla bella Valle del Niccone. Sarei rimasta da loro dal giovedì al lunedì successivo.
Così finalmente a casa di Anna e Tim—che sono tra gli sponsor del festival—abbiamo avuto i biglietti per “Così fan tutte” di W.A. Mozart, allestito a Preggio, una delle più incantevoli cittadine medievali dell’Umbria, in occasione del Festival di Musica 2008.
Il Preggio Music Festival ha luogo a Preggio da diversi anni, esattamente dal 1982, ma solo di recente il programma è stato arricchito da una produzione operistisca, cosa che meriterebbe ben più di una semplice menzione. L’allestimento dell’opera nella parrocchia della Chiesa di San Francesco, costruita nel 1223 in cima al paese, è avvenuto in uno spazio scenico e in un luogo tra i più pittoreschi che uno spettatore d’ opera possa incontrare: lo sguardo spazia sopra le catene delle colline, abbracciando anche lontananze toscane. La vista è così ampia da togliere il respiro.
Il palcoscenico è stato costruito a ridosso del muro esterno della chiesa, circondato da un cortile cinto da mura. In caso di maltempo lo spettacolo si sarebbe tenuto dentro la Chiesa, ma siamo stati fortunati e, nonostante il vento fresco, il pubblico ha assistito indisturbato allo spettacolo.
Si dice che la prima impressione resti la più vivida, ed è certamente il mio caso, quando ho visto il set per la prima volta: bello il palco, ben costruito e dipinto da John Littlewood. In esso era rappresentato il lussuoso salone di una grande villa, con l’adiacente giardino. Il sapiente uso di trompe l’oeil ha enfatizzato la percezione dello spazio da parte dello spettatore, e i colori della scena si sono felicemente combinati con quelli dei costumi.
Il palcoscenico è stato allestito in modo tale da facilitare al massimo il cambio di scena e il lavoro degli assistenti di palco, che si sono mossi efficientemente e silenziosamente, senza distrarre l’attenzione del pubblico dall’opera. Alcuni rapidi cambi di costume e di scena sono stati possibili grazie alla armoniosa collaborazione di tutta la compagnia nel suo insieme.
L’opera è stata presentata da un narratore, Lamberto Losani, e da una piccola nipotina ascoltatrice, i quali hanno garbatamente introdotto il pubblico all’ascolto e alla visione di una storia molto speciale. Ed infatti le aspettative degli spettatori non sono andate deluse: il canto è stato di una qualità eccezionale, e veramente gratificante per un’assidua frequentatrice di Glyndebourne come me! Meritano una menzione speciale Despina, cantata così mirabilmente da Chiara Giudice, e il timbro sonoro ed amabile di Giulio Boschetti-Guglielmo. La Fiordaligi di Lee Bisset è stata incredibilmente spontanea e lirica, per non parlare di Dorabella, interpretata magistralmente da Marcella Ventura. Così come superba è stata l’interpretazione di Oliviero Giorgiutti-Don Alfonso e di Daniele Gaspari-Ferrando.
I cantanti sono stati accompagnati brillantemente da Rosalind Hall e da Francesco Bastianoni, parroco di Preggio e direttore del festival, i quali hanno eroicamente impedito al vento di scompaginare gli spartiti! Insomma, è stata un’esperienza speciale e intima, un’ opera meravigliosa.
Grazie ancora a tutti coloro che hanno ideato e reso possibile questo spettacolo. Ho trascorso una serata indimenticabile, arrivederci a Preggio, all’opera dell’ anno prossimo, non mancherò!
Cara Veronica,
solo qualche parola di elogio per te e per la compagnia che ha reso possibile il successo dell’opera quest’anno. A mio avviso ci sono stati diversi miglioramenti rispetto allo spettacolo cui ho assistito l’anno scorso e durante il quale due di noi si sono fatti male, uno è caduto perchè la sedia si è rotta, e tutti quanti abbiamo avuto di fronte, durante lo spettacolo, il tronco di un grande albero! Illuminazione e grafica avevano qualche pecca e non hanno giovato ad una migliore fruizione dello spettacolo da parte del pubblico.
Quest’anno il nuovo arrangiamento del palcoscenico e della platea ha felicemente soddisfatto tutti. Il luogo sembrava molto piu’ curato e in ordine, con l’erba tagliata e pochi insetti molesti intorno! I gabinetti erano piu’ puliti, l’entrata più agevole, perfino il ristorante ha anticipato il servizio per consentire ai clienti di arrivare puntuali all’inizio dell’opera. Mi sembra perciò di
poter affermare che la produzione di quest’ anno ha riscosso maggior successo, con un canto eccellente, e un ispirato accompagnamento musicale, con pianoforte e continuo.
La qualità dell’illuminazione, della scenografia e dei costumi è stata di buon livello, ottima anche quella della direzione musicale.
Un elogio particolare va quindi al regista, al direttore musicale, all’ amministratore, al direttore del festival, per tutto il lungo e non sempre facile lavoro che deve essere stato necessario per la messa in opera del “Così fan tutte”.
I miei complimenti a tutti voi, grazie ancora da uno spetattatore e un osservatore “non addetto ai lavori”!
Cara Veronica,
questa è per dirti che tutti noi abbiamo trascorso una serata speciale, e che ci andremo ad aggiungere al numero degli ammiratori e dei sostenitori del Festival!
L’intera esperienza, il viaggio per arrivare a Preggio, le vedute del Trasimeno alla luce del tramonto, il pic-nic con vista, infine l’opera, eccellente, con una luna piena in eclisse parziale. Un evento speciale e magico.
Posso senz’altro immaginare quanto lavoro sia necessario dietro le quinte, dovete sentirvi esausti ma anche contenti e intimamente soddisfatti per un lavoro così ben fatto… .
Grazie a tutti voi,
Cari tutti,
è stata la mia seconda volta con l’opera a Preggio. Cercherò di non sostare troppo su commenti entusiastici, perchè immagino che ne abbiate già ricevuti tanti e non farei che ripeterli. Solo una considerazione: in tempi difficili e confusi come i nostri l’arte e la cultura classica costituiscono un buon rifugio, un esempio e una fonte d’ispirazione. La bellezza, intesa come composizione armoniosa ed equilibrata di elementi, nutre ed eleva l’uomo e lo nobilità.
Grazie a tutti voi, che avete lavorato e reso piu’familiare al vasto pubblico presente a Preggio, il grande Wolfgang Amedeo e il suo librettista Da Ponte, i quali sapientemente hanno saputo fondere, in parole e musica, la leggerezza e la profondità, i buoni sentimenti con i dolci piaceri della vita. Ed è questa l’arte che noi moderni non conosciamo più. Grazie ancora!