Preggio Music Festival
The Music Festival celebrates this year its XXVIII edition, offering 4 concerts and the opera “Don Pasquale“, opera buffa in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto dello stesso Donizetti e di Giovanni Ruffini, sotto la regia di Antonello Madau Diaz.
Don Pasquale, penultima opera di Gaetano Donizetti, è andata in scena la prima volta a Parigi, al Théâtre des Italiens, il 3 gennaio 1843, l’ultimo anno attivo del compositore bergamasco.
Negli anni Quaranta del XIX secolo, l’opera buffa era un genere in via d’estinzione. Giuseppe Verdi, dopo il clamoroso fiasco di Un giorno di regno (1840) avrebbe atteso quarant’anni prima di riaccostarsi a quel genere (Falstaff, 1880).
I misteri del destino non arrivano che a coloro che sono pronti ad accoglierli. Ci riferiamo a Gaetano Donizetti ed alla sua opera comica, Don Pasquale, che – con il suo immenso successo – fece esclamare all’autore: «Sono io stesso stupito, ma le cose vanno così. Diciannovemila franchi in undici giorni! Un mistero del destino!». Gli undici giorni cui accennava Donizetti furono quelli necessari alla composizione delle linee vocali, preparate anche per dar modo ai cantanti d’imparare il loro ruolo. È chiaro che poi sarebbe servito altro tempo per orchestrare l’intera partitura dell’opera. In ogni caso, è stupefacente come in un così breve lasso di tempo, il musicista sia riuscito a comporre tale capolavoro! Perché parliamo di capolavoro? Perché senza alcun dubbio lo è, e qui cercheremo di spiegarlo, seppure condensandolo in poche righe. La prima cosa che risulta evidente è il recitativo, non più accompagnato dal clavicembalo. Per la prima volta, col Don Pasquale, l’orchestra suona ininterrottamente durante tutta l’opera. Di “arie” convenzionali se ne trovano solamente due: quella di Norina (“cavatina”) e quella di Ernesto all’inizio del secondo atto, mentre la maggior parte dell’opera si articola in una serie di “duetti” e di “concertati”. In breve, Donizetti è straordinario anche perché sa ringiovanire i vecchi modelli che obbediscono naturalmente alle forme convenzionali con l’aggiunta di tocchi davvero originali. Non approfondiremo molto il “caso” del libretto, anche se due parole è giusto spenderle. Il poeta Giovanni Ruffini, personaggio letterato di rilievo, era un esiliato politico a Parigi. Donizetti vi si rivolse tramite un giro di conoscenze e lo convinse a scrivere il libretto di quest’opera; tuttavia, essendo il musicista non soddisfatto appieno del testo di Ruffini, pretese di correggere in buona parte il libretto stesso, in quanto il musicista era assai dotato anche nello scrivere versi, soprattutto in chiave umoristica. Ciò provocò – ovviamente – una rottura tra i due, tant’è vero che alla fine il poeta si oppose ad apparire come autore del testo, cosicché sull’originale pubblicato risultava: “opera di un Maestro Anonimo”. Ma torniamo ad occuparci del Don Pasquale in senso musicale. Crediamo di non bestemmiare assolutamente affermando che, tra le opere di Donizetti, questa sia il suo autentico capolavoro. Se andiamo a scorrere tra i titoli più famosi vi troviamo Lucia di Lammermoor, La Favorita, Lucrezia Borgia, Anna Bolena, La Fille du régiment, e quindi stiamo parlando di lavori molto importanti, ma, con Don Pasquale, Donizetti colloca il suo nome nell’olimpo dei grandi musicisti.
Egli aveva già dominato lo stile dell’opera buffa come nessun altro compositore italiano della sua generazione aveva saputo fare: basti pensare a L’elisir d’amore, frutto di una trasformazione in cui ci si cominciava ad allontanare dallo spirito e dai ritmi specifici allo stile comico tradizionale. Lo sviluppo dell’opera “semi-seria” (La Gazza ladra, La Sonnambula), aveva già profondamente modificato i gusti del pubblico, come ne testimonia il mondo dei sentimenti e di tenere emozioni; Donizetti ne assorbì la visione comica, facendo del suo Don Pasquale un personaggio più ricco e più realista del suo modello della “commedia dell’arte”. È un’opera carica di momenti “sbadati”e deliziosi e, soprattutto, d’abbondanza di sentimenti espressi. E se all’inizio Don Pasquale è un po’ in caricatura – e il centro dell’interesse sembra essere Norina-Sofronia con le sue bizze – in seguito è egli stesso a prevalere con il suo autentico dolore. Questo per chiarire e comprendere che, più che un’opera comica, si tratta di una vera commedia sentimentale che volge le spalle al ritmo stilizzato e meccanico dell’opera comica stessa, e che accompagna il piccolo dramma del vecchio protagonista sul ritmo ora sinuoso, ora travolgente del valzer. Possiamo concludere che, assieme al Falstaff verdiamo, è il prototipo della commedia comico-sentimentale italiana.
Tutti i concerti si terranno all’interno della Chiesa di San Francesco, con vendita dei biglietti rimasti disponibili anche all’ingresso la sera stessa del concerto. L’Opera “Don Pasquale” verrà rappresentata nei giardini della Chiesa di San Francesco in un teatro appositamente allestito, o all’interno della Chiesa stessa in caso di pioggia.
Prevendita Biglietti presso:
- Osteria del Tempo Perso, Preggio, tel. 075 9410181
- Gulliverone Agenzia Viaggi, via Andreani 23/25 – Umbertide, tel. 075 941 0353
Potete consultare il Programma Completo del Preggio Music Festival 2010 oppure una breve presentazione degli artisti che si esibiranno durante i Concerti o che interpreteranno il Don Pasquale.


Don Pasquale was a triumph! Excellent, enjoyable – as we drove back in thick fog (!) we shared our ideas on such a pleasurable evening. It is lovely to hear operas in intimate situations and the church was ideal for that. Well done everyone, and the sight of the happy curtain call showed that you had enjoyed every minute of it(or practically every minute, thanks to the weather).
The Kuiijen concert was superb as well!
Thanks!
Priscilla Worsley